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martedì 4 dicembre 2012

Le rinnovabili elettriche godranno di maggiori vantaggi grazie alla tariffa omnicomprensiva

Dal primo gennaio 2013 i nuovi impianti non fotovoltaici, quindi parliamo dei nuovi impianti eolici, a biomassa, biogas e affini, potranno godere di incentivi che manderanno sostanzialmente in pensione il sistema dei certificati verdi. Vediamo di che si tratta.

Com'è noto, con due decreti ministeriali datati 6 luglio 2012 il Governo è intervenuto con misure piuttosto pesanti e significative nel settore delle energie rinnovabili. Il primo dei due decreti è dedicato al Quinto Conto Energia, in vigore dallo scorso 27 agosto basato sul meccanismo che prevede, una volta superato da 30 giorni il tetto di spesa di 6,7 miliardi, che i nuovi impianti fotovoltaici non abbiano diritto ad alcun incentivo ed il sistema incentivante si estingua. La forte crescita del fotovoltaico, infatti, ha ispirato al legislatore l'idea che il comparto sia ormai in grado di camminare sulle proprie gambe e che quindi gli incentivi possano ed anzi debbano essere diminuiti, anche per evitare che si gonfi una bolla speculativa. Ampi spazi di crescita, invece, sono ancora riconosciuti alle fonti rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico: eolico, biogas, biomasse, ecc. A tali ulteriori fonti alternative il Governo ha dedicato il secondo dei decreti del 6 luglio scorso, nel quale, in effetti, l'atteggiamento è stato molto più morbido che per il fotovoltaico, in particolar modo per gli impianti più piccoli. Tale decreto istituisce anche per tali fonti rinnovabili il meccanismo della tariffa incentivante omnicomprensiva, che quindi andrà progressivamente a sostituire l'attuale sistema basato sui certificati verdi: la transizione da un sistema all'altro comincia a far data dal primo gennaio 2013, data a partire dalla quale i nuovi impianti entreranno ufficialmente nel nuovo regime, mentre gli impianti ancora in fase di completamento godranno di un regime transitorio sino al 30 giugno 2013.

Nella struttura del nuovo sistema incentivante, in base a quanto stabilito dall'articolo 4 del decreto, sono tre le modalità per accedere alla tariffa omnicomprensiva e si distinguono per tipologia di energia rinnovabile e per potenza:

  • accedono direttamente all'incentivo (articolo 4 comma 3) gli impianti eolici e alimentati dalla fonte oceanica di potenza fino a 60 kW, gli impianti idroelettrici di potenza nominale fino a 50 kW (soglia elevata a 250 kW per impianti con alcune caratteristiche definite nello specifico sempre nell'articolo 4 comma 3, punti i, ii, iii), gli impianti alimentati a biomassa (prodotti di origine biologica e sottoprodotti di origine biologica), di potenza fino a 200 kW e gli impianti alimentati a biogas di potenza fino a 100 kW;
  • per gli impianti, quale che sia la tipologia di fonte rinnovabile, con potenza al di sopra dei 5 MW (fatta eccezione per l'idroelettrico per cui è stato fissato un valore di 10 MW e il geotermoelettrico con 20 MW) è previsto un meccanismo di accesso alla tariffa incentivante mediante una procedura competitiva di asta al ribasso, nell'ambito del quale la graduatoria di accesso è formata in base al criterio della maggiore riduzione percentuale offerta;
  • per tutti gli altri impianti, che non accedono direttamente alla tariffa, né partecipano al sistema delle aste è previsto che possano accedere alla tariffa incentivante solo previa iscrizione in appositi registri e sempre che nell'ambito dei registri si collochino in posizione tale da rientrare in limiti specifici di potenza, fissati dall'articolo 9 comma 4. 
Il decreto stesso, nella Tabella 1 inserita nell'Allegato 1, prevede i vari coefficienti per il calcolo della tariffa incentivante valida per il 2013, mentre per gli impianti che entreranno in esercizio negli anni successivi, il valore delle tariffe incentivanti base indicate nella tabella va diminuito del 2% per anno. É previsto poi un contributo fisso per le spese di istruttoria dovuto da tutti i soggetti che richiedono l'accesso alla tariffa incentivante, pari alla somma di una quota fissa, stabilita in 100 euro, più una quota variabile da calcolare in base alla potenza dell'impianto.

Trattati particolarmente bene dal decreto soprattutto due settori: quello dell'energia prodotta mediante biomasse e biogas e quello del solare termodinamico. Per quanto riguarda il primo dei due settori si segnala che tra i principali criteri di priorità utilizzati per stilare le graduatorie di accesso alla tariffa è previsto che al primo posto si posizionano gli impianti di proprietà di aziende agricole, singole e associate, alimentate da biomasse e biogas con matrici costituite da prodotti e sottoprodotti, con potenza non superiore ai 600 kW. Per quanto concerne, invece, il solare termodinamico, l'articolo 28 del decreto è stato accolto molto positivamente dagli operatori del settore poiché prevede livelli di incentivazione ritenuti idonei a realizzare impianti e a consolidare la filiera industriale già esistente, inoltre istituisce la possibilità di modulare la necessità di accumulo termico in base alla taglia dell'impianto, riconosce la massima tariffa applicabile nelle installazioni ibridizzate con altre fonti rinnovabili, incrementa il tetto di superficie captante a 2,5 milioni di mq (oltre 250 MW), infine porta a 24 mesi il periodo per la realizzazione degli impianti dalla data nella quale verrà raggiunto il limite di superficie captante cumulativa.

giovedì 15 novembre 2012

Con il quinto conto energia conviene autoconsumare?

Con il quinto conto energia conviene autoconsumare? La risposta è sì. Non importa che l'impianto sia installato al Nord, al Centro o al Sud. Conti alla mano, con il Quinto Conto Energia e un impianto fotovoltaico da 20 kW, consumare il 60% dell'energia prodotta, comporta, in 25 anni, un guadagno maggiore rispetto a un autoconsumo del 30%. Il regionamento parte dalla considerazione che, come ormai è noto, il Quinto Conto Energia prevede due tariffe incentivanti: la tariffa omnicomprensiva - e cioè quella che viene applicata all'energia immessa in rete - e il premio per l'autoconsumo - quello che viene applicato all'energia autoconsumata. Sebbene i risultati cambino a seconda della zona geografica in cui è installato l'impianto, in generale i numeri dimostrano che conviene consumare il più possibile l'energia prodotta. Prendiamo, ad esempio, un impianto fotovoltaico di 20 kWp, installato su un edificio a Milano. Si consideri per tale impianto, un costo di circa 2500 euro per ogni kW installato. L'impianto, pertanto, è costato 50.000 euro. Considerando l'esposizione e l'andamento climatico del luogo, la produzione stimata per 20 anni, espressa in kW, è di 20333 euro. Ora, se si considera di autoconsumare solo il 30% dell'energia prodotta per un periodo di 25 anni, il risparmio per il mancato esborso per l'acquisto di energia (il risparmio in bolletta, per intenderci) sarà di 39222 euro. La tariffa omnicomprensiva erogata per 20 anni, invece, darà un guadagno di 61487 euro. A questa vanno aggiunti i 16348 euro dovuti al premio autoconsumo. I numeri cambiano (notevolmente) se si decide di raddoppiare la quota di autoconsumo e dunque di passare dal 30% al 60% (l'impianto resta identico!). Il risparmio in bolletta, in questo caso, sarà pari a 78443 euro, il guadagno per la omnicomprensiva scenderà a 35136 euro e il premio per l'autoconsumo aumenterà fino a 32696 euro. In altri termini, in caso di autoconsumo pari al 30% dell'energia prodotta, si rientra dell'investimento dell'impianto in 11 anni. In 25 anni, il guadagno netto attualizzato è di circa 38000 euro. In caso di autoconsumo pari al 60% dell'energia prodotta, il tempo di rientro è di 10 anni (dunque non cambia di molto), ma il guadagno netto in 25 anni arriva fino a 63000 euro, il che significa 25000 euro in più rispetto alle condizioni di prima.

lunedì 17 settembre 2012

Le novità del quinto conto energia. Cosa cambia rispetto al quarto?

Il Quinto Conto Energia è sicuramente meno generoso del Quarto. Se, infatti, si prende in considerazione un impianto fotovoltaico da 3 kW, installato sul tetto della propria abitazione, entrato in esercizio nel primo semestre del nuovo conto, tabelle alla mano, si avrà diritto a una tariffa omnicomprensiva di 208 euro/MWh e a un premio sull'autoconsumo di 126 euro/MWh. Con il Quarto Conto Energia, invece, i valori sarebbero stati, rispettivamente, di 237 euro per l'omnicomprensiva e 155 euro per l'autoconsumo. Il che significa che, come dicevamo, il Quinto Conto Energia è realmente meno generoso. Ma procediamo con ordine inverso iniziando dalla fine. Il Quinto Conto Energia cesserà di applicarsi dopo 30 giorni solari dal raggiungimento di un costo indicativo cumulato di 6,7 miliardi di euro l'anno. Anche in questo caso, come appare ovvio, la data al momento non è prevedibile, ma sarà comunicata, al momento opportuno, dall'Aegg. Un altro aspetto che vale la pena di sottolineare è che il Quarto Conto Energia, seppur agonizzante, in un certo senso continuerà a vivere fino alla fine dell'anno. Ma attenzione, non per tutti. Continuerà, infatti, ad applicarsi solo ai grandi impianti iscritti in posizione utile nei registri e per gli impianti realizzati su edifici o aree pubbliche che entreranno in esercizio entro il 31 dicembre del 2012. Detto questo, veniamo alle modalità di accesso agli incentivi. 

Per ciò che attiene i registri, non è vero che tutti gli impianti devono essere inseriti. Sono, infatti, esentati una serie di impianti tra cui quelli con una potenza fino a 50 kW realizzati su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture su cui è operata la completa rimozione dell'eternit o dell'amianto; quelli di potenza fino a 12 kW, inclusi gli impianti realizzati a seguito di rifacimento, nonché i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell'impianto non superiore a 12 kW; quelli integrati con caratteristiche innovative fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 milioni di euro. Non solo. Sono esenti dall'iscrizione al registro anche gli impianti fotovoltaici a concentrazione (anche questi fino al raggiungimento dei 50 milioni di euro complessivi) e gli impianti fotovoltaici realizzati da Amministrazioni pubbliche. Tutti gli altri, invece, per usufruire degli incentivi devono essere iscritti in appositi registri in modo da rientrare nei limiti massimi di costo indicativo cumulato annuo degli incentivi. Tale cumulo è fissato in 140 milioni di euro per il primo registro, 120 milioni di euro per il secondo e 80 milioni per quelli successivi.

Il Quinto Conto Energia, di fatto, è il frutto di due decreti interministeriali approvati, rispettivamente, il 5 e 6 luglio che si applicano anche alle altre fonti rinnovabili, per le quali la data di entrata in vigore è fissata per il primo gennaio 2013. Tornando agli impianti fotovoltaici, come si diceva, il decreto del 5 luglio prevede un innalzamento delle soglie di accesso agli incentivi per tutte le categorie. In ogni caso, rispetto al Quarto Conto Energia sono state mantenute alcune cose: tariffe agevolate per i piccoli impianti, per la rimozione dell'amianto, per gli impianti innovativi e per quelli a concentrazione. Resiste anche la maggiorazione degli incentivi per chi privilegia l'impiego di componenti prodotti in Europa. Nessuna novità, invece, per i beneficiari: possono accedere alle tariffe incentivanti (in qualità di soggetti responsabili), le persone fisiche, le persone giuridiche, condomini di unità immobiliari o di edifici e i soggetti pubblici. 

Anche per la durata degli incentivi, rispetto al passato, non cambia nulla: le tariffe restano in vigore per 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto. Cambia, invece, la sostanza: le tariffe sono omnicomprensive dell'incentivo e della vendita dell'energia. É, poi, prevista una tariffa a parte per l'autoconsumo. Un'altra novità è che l'accesso agli incentivi è alternativo alla possibilità di scambio sul posto: uno esclude l'altro. Rispetto al passato, infine, un'altra novità risiede nel fatto che sono previste spese di istruttoria e spese di gestione da corrispondere al GSE. Nello specifico, si tratta di 3 euro/kW per gli impianti con una potenza inferiore ai 20 kW, e di 2 euro/kW per gli impianti con potenza superiore a 20 kW, a cui va sommato un contributo di 0,05 centesimi di euro per ogni kWh di energia incentivata.

lunedì 7 maggio 2012

Le novità del quinto conto energia

Un po' per convinzione, un po' per obbligo, il Governo Tecnico ha dovuto tenere in debita considerazione quello che stava per diventare un tormentone: le bollette aumentano, per colpa delle energie rinnovabili. Dunque il provvedimento consentirà di stabilizzare l'incidenza degli incentivi sulla bolletta elettrica. Ma non soltanto questo: a quanto fanno sapere da Roma, scopo del Governo è programmare una crescita dell'energia rinnovabile più equilibrata che garantirà il superamento degli obiettivi comunitari al 2020 (dal 26% a circa il 35% nel settore elettrico). Il leitmotiv del nuovo provvedimento potrebbe essere così sintetizzato: raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili fissati per il 2020 attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e vantaggioso per il sistema Paese e che non impatti in maniera negativa sulle bollette dei cittadini e delle imprese. In altri termini, quello su cui il Governo ha voluto puntare, è lo sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato. Entrando nel dettaglio, si tenga conto fin da ora che verranno favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale, e che abbiano un alto contenuto innovativo. Saranno poi introdotti dei meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali (in particolare quella agroalimentare). La data di entrata in vigore del quinto conto energia è incerta poiché legata al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (si stima possa avvenire tra luglio e ottobre 2012), mentre per i provvedimenti che hanno come oggetto tutto ciò che non è fotovoltaico, occorrerà attendere il primo gennaio 2013. Buone speranze, dunque, dovrebbero esserci per il sistema incentivante rivolto al solare termico. Tra le altre novità, alcune di natura squisitamente burocratica: sarà introdotto un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva, attraverso un meccanismo di aste competitive per i grandi impianti (superiori a 5 MW) e tramite registri di prenotazione per gli impianti di taglia medio-piccola (sono invece esclusi dai registri i micro impianti). Per la cronaca: gli schemi dei decreti ministeriali sono ora all'esame dell'Autorità dell'Energia e della Conferenza Stato-Regioni, ma non c'è nessun motivo che spinga a pensare che potranno cambiare nella forma. Per quanto riguarda la sostanza - e cioè la definizione delle nuove tariffe incentivanti - invece occorrerà aspettare.