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mercoledì 19 settembre 2012

Quanto costa un impianto minieolico?

Il costo, chiavi in mano, per l'installazione di un impianto minieolico con aerogeneratore ad asse orizzontale, varia in funzione della potenza dell'impianto. In generale, il costo per singolo kW tende a crescere al diminuire della potenza installata. Inoltre, si tenga conto del fatto che gli aerogeneratori ad asse verticale costano di più. In ogni caso, indicativamente, il costo di un impianto minieolico può essere preventivato in circa 5.000 euro al kW per un impianto fino a 10 kW; 3.500 euro al kW per un impianto fino a 20 kW e circa 2.700 euro al kW per gli impianti di taglia maggiore e comunque sopra i 100 kW. Per quanto riguarda la suddivisione della spesa, si può ipotizzare che circa il 60% dell'investimento sarà dovuto all'aerogeneratore. Per il progetto e l'installazione, invece, va contabilizzato circa il 25%. Il restante 15% è per la torre di supporto. Infine, nel caso in cui non sia già a disposizione, è bene contabilizzare altri 2.000 euro per la campagna anemometrica.

martedì 18 settembre 2012

Quanto vento occorre per far funzionare un impianto minieolico?

Per far muovere le pale, un impianto minieolico richiede una quantità di vento di gran lunga inferiore rispetto ai grandi impianti: sono, infatti, sufficienti 2-3 m/s contro i 5-6 m/s degli impianti più imponenti. Il che, tradotto in chilometri orari significa, all'incirca, 7-12 km/h contro 18 km/h. In ogni caso, prima di procedere con l'investimento, provate a chiedere se per la vostra zona esiste già una campagna anemometrica. Esattamente, una campagna anemometrica è uno studio, che può durare da qualche mese ad un anno, che serve per capire qual'è la portata del vento nel luogo dell'installazione. Se non dovesse già essere presente, ma al contempo nutrite dubbi sulla ventosità del luogo, vi consigliamo di farla a vostre spese. Certo non costa poco (se si considera un impianto da 3 kW, stiamo parlando di un'incidenza prossima al 15% dell'investimento), ma è pur vero che in questo modo si hanno più certezze circa la buona riuscita dell'investimento.

Approfondimenti

- Com'è fatto un impianto minieolico?

giovedì 13 settembre 2012

Il governo incentiva gli impianti minieolici e introduce anche il Registro dei piccoli impianti

Di certo il minieolico va ancora spinto: non sono tantissimi, infatti, gli impianti già installati (erano appena 300 circa alla fine del 2011) e dunque, ancora una volta, il meccanismo di incentivazione dovrebbe portare i suoi frutti. Il Decreto Ministeriale del 18 dicembre 2008, infatti, prevede che gli impianti eolici di taglia compresa tra 1 e 200 kW possano usufruire di una tariffa omnicomprensiva pari a 0,30 centesimi di euro per ogni kWh immesso in rete. La durata del periodo di incentivazione è di 15 anni, terminati i quali, il titolare dell'impianto può scegliere tra due alternative: entrare nel mercato libero - e dunque vendere l'energia prodotta direttamente alla Borsa elettrica, o a un operatore elettrico - oppure optare per il "ritiro dedicato". In tal caso, il GSE corrisponderà al produttore un prezzo per ogni kWh ritirato. I prezzi di ritiro vengono aggiornati dall'AEEG con scadenza annuale. Per il 2012, il prezzo fissato per l'eolico è di 0,0783 euro/kWh. Tornando all'erogazione dell'incentivo, vanno fatte alcune precisazioni. Con le ultime novità normative riguardanti il settore delle energie rinnovabili, si è, infatti, stabilito che gli impianti minieolici che superano la potenza di 50 kW, devono concorrere all'attribuzione degli incentivi, attraverso il posizionamento in una graduatoria. In sostanza, anche per il minieolico, dal primo gennaio 2013 verrà introdotto il Registro dei piccoli impianti.

martedì 11 settembre 2012

Le turbine galleggianti di Karmøy: la nuova frontiera dell'energia eolica

Al largo dell'isola di Karmøy, nel Mare del Nord Norvegese, è in fase di realizzazione il primo campo eolico offshore completamente costituito da turbine galleggianti, studiate per avere un impatto ambientale nullo sui fondali marini. Il progetto prevede la costruzione di 4 turbine da 4,1 MW cadauna. Il campo eolico verrà posto ad una distanza di circa 1 km dalla riva e ciascun impianto eolico verrà posizionato laddove i fondali hanno una profondità massima di 40 metri. Questa nuova ed imponente installazione offshore, il cui completamento è previsto in 5 anni, risparmierà all'ambiente emissioni di anidride carbonica pari a 9040 tonnellate l'anno. Al momento è già in funzione una turbina eolica galleggiante che vanta una capacità di 2,3 MW.

venerdì 27 luglio 2012

Chi è e cosa fa un consulente energetico nel mondo delle energie rinnovabili?

Il consulente energetico è una figura professionale che si colloca nel mercato delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Promuove la vendita di impianti eco-tecnologici mettendo in contatto l'azienda venditrice con il cliente finale. Il consulente energetico deve conoscere esattamente le caratteristiche degli impianti e le opportunità offerte dagli incentivi statali. Deve saper analizzare attentamente le esigenze del cliente al fine di offrirgli la soluzione tecnologica che più si confà alle proprie esigenze. Il consulente energetico fa prevalentemente parte della struttura commerciale di aziende che vendono impianti fotovoltaici e solari termici chiavi in mano. E' vero che telegiornali, giornali, fanno un gran parlare di fotovoltaico, solare termico, biomasse; è vero che nei terreni agricoli, sui tetti delle aziende e sui tetti delle case c'è un grande proliferare di questa tipologia di impianti; è vero anche che gli operatori sanno, ormai progettare ed installare questi impianti, ma è anche vero che senza una figura professionale che li sappia vendere il processo non avrebbe inizio. Anche se le maggiori opportunità di lavoro per il consulente energetico si trovano nel fotovoltaico e nel solare termico, egli possiede tutte le conoscenze per collaborare con aziende che vendono anche altre tipologie di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (impianti eolici, geotermici, eccetera).  Il consulente energetico ha anche il compito di sensibilizzare gli utenti verso il risparmio energetico: infatti, apportare delle modifiche al proprio impianto di riscaldamento, alla copertura della propria abitazione o diminuire le perdite e le dispersioni della struttura sostituendo serramenti, non serve a niente se durante tutta la giornata si sprecano risorse energetiche. Quella del consulente energetico è una professione abbastanza nuova, un'attività indipendente che non prevede limiti territoriali né di contatti e, ovviamente, in base alle proprie capacità, anche di guadagno. Per diventare consulente energetico ci si può rivolgere a scuole di formazione professionale che organizzano corsi specifici oppure, ci si può rivolgere anche ad aziende operanti nel campo delle energie rinnovabili che, a basso costo, o addirittura gratis, preparano adeguatamente i propri agenti di vendita a diventare consulenti energetici.

lunedì 4 giugno 2012

Le energie rinnovabili sono un business in forte ascesa

Nonostante la crisi economica internazionale e l'impasse dei prezzi di moduli fotovoltaici e affini, nel corso del 2011 il fatturato globale dell'indotto rinnovabili è cresciuto del 31% rispetto ai 12 mesi precedenti. Secondo le stime dell'istituto di ricerca statunitense Clean Edge si è passati dai 188,1 miliardi di dollari del 2010 ai 246,1 dello scorso anno. La green economy legata a moduli e componenti fotovoltaici ha generato cifre pari a 91,6 miliardi di dollari, con ricavi cresciuti del 29% e potenza totale installata passata da 15,6 a 26 gigawatt nel giro di una anno. Parallelamente, il prezzo medio dei moduli è calato del 40% e si stima che i costi medi delle installazioni scenderanno dai 3,47 dollari per watt attuali agli 1,28 entro il 2020. L'eolico cresce del 18% e si prevede che nel 2012 il valore del suo mercato salirà a 116,3 miliardi di dollari. Con la Cina a gestire il 40% della capacità eolica globale. Crescono i biocarburanti, passando da 56,4 a 83 miliardi di dollari, ma con prezzi in aumento a causa delle quotazioni di etanolo e biodiesel.

lunedì 7 maggio 2012

Le novità del quinto conto energia

Un po' per convinzione, un po' per obbligo, il Governo Tecnico ha dovuto tenere in debita considerazione quello che stava per diventare un tormentone: le bollette aumentano, per colpa delle energie rinnovabili. Dunque il provvedimento consentirà di stabilizzare l'incidenza degli incentivi sulla bolletta elettrica. Ma non soltanto questo: a quanto fanno sapere da Roma, scopo del Governo è programmare una crescita dell'energia rinnovabile più equilibrata che garantirà il superamento degli obiettivi comunitari al 2020 (dal 26% a circa il 35% nel settore elettrico). Il leitmotiv del nuovo provvedimento potrebbe essere così sintetizzato: raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili fissati per il 2020 attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e vantaggioso per il sistema Paese e che non impatti in maniera negativa sulle bollette dei cittadini e delle imprese. In altri termini, quello su cui il Governo ha voluto puntare, è lo sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato. Entrando nel dettaglio, si tenga conto fin da ora che verranno favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale, e che abbiano un alto contenuto innovativo. Saranno poi introdotti dei meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali (in particolare quella agroalimentare). La data di entrata in vigore del quinto conto energia è incerta poiché legata al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (si stima possa avvenire tra luglio e ottobre 2012), mentre per i provvedimenti che hanno come oggetto tutto ciò che non è fotovoltaico, occorrerà attendere il primo gennaio 2013. Buone speranze, dunque, dovrebbero esserci per il sistema incentivante rivolto al solare termico. Tra le altre novità, alcune di natura squisitamente burocratica: sarà introdotto un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva, attraverso un meccanismo di aste competitive per i grandi impianti (superiori a 5 MW) e tramite registri di prenotazione per gli impianti di taglia medio-piccola (sono invece esclusi dai registri i micro impianti). Per la cronaca: gli schemi dei decreti ministeriali sono ora all'esame dell'Autorità dell'Energia e della Conferenza Stato-Regioni, ma non c'è nessun motivo che spinga a pensare che potranno cambiare nella forma. Per quanto riguarda la sostanza - e cioè la definizione delle nuove tariffe incentivanti - invece occorrerà aspettare.

mercoledì 21 marzo 2012

Google investe nel fotovoltaico e nell'eolico

Google e la holding finanziaria statunitense KKR investiranno in una rete di 4 impianti fotovoltaici che serviranno la Sacramento Municipal Utility District. Le installazioni, affidate al Recurrent Energy, forniranno complessivamente 88 megawatt di potenza. Tre saranno completati entro la prima parte dell'anno, l'altro entro la fine del 2012. Ci si aspetta una produzione di circa 160 milioni di KWh nel primo anno di attività, l'equivalente del consumo di elettricità di oltre 13.000 abitazioni medie. In forza di quest'operazione, l'investimento di Google in progetti legati alle rinnovabili salgono a 915 milioni di dollari. Tra le operazioni più eloquenti in tal senso c'è lo stanziamento di quasi 100 milioni di dollari per lo sviluppo di un parco eolico da 854 megawatt in costruzione in Oregon e di ulteriori risorse in progetti legati alla diffusione del fotovoltaico.

sabato 19 febbraio 2011

La forza di un sistema eolico

La forza di un sistema eolico è anche il suo limite. Per funzionare ha bisogno di vento e il nostro è conosciuto come il Paese del Sole, non del vento. La percezione che abbiamo di questa energia è per lo più condizionata dalle nostre abitudini. Nella Pianura Padana, ad esempio, saremmo portati a definire una giornata ventosa quella che in riva al mare sarebbe una giornata del tutto normale. Chi abita su un isola è abituato alle correnti d'aria tanto da non farci più caso, mentre chi è abituato alla calma piatta può trovare fastidioso e insopportabile quella che normalmente potrebbe essere definita brezza. Al di là delle nostre percezioni, dunque, è importante determinare in modo oggettivo la quantità e la velocità del vento presente in una determinata zona. Per questo possiamo affidarci all'atlante eolico dell'Italia per avere un'idea sulla ventosità della nostra zona e la produttività media. La velocità viene spesso indicata in metri al secondo e talvolta in km/h. E' importante sapere che un generatore eolico offre la sua massima efficienza alla velocità nominale dichiarata: per fare un esempio, se un generatore produce 1 kW a 12 m/sec (circa 50 km/h), probabilmante inizierà a muoversi già a 4 m/sec ma in queste condizioni la sua produzione è insignificante. Cresce, invece, in modo quasi esponenziale con l'aumentare della velocità fino a raggiungere le condizioni ottimali di produzione al raggiungimento dei dati di targa. Se la velocità del vento è superiore, il generatore non produce di più, ma anzi diminuisce. La superiore velocità ingenera un maggiore logorio delle parti meccaniche e un surriscaldamento della parte elettronica. Per questo motivo i generatori inglobano uno o più sistemi, elettrici o meccanici o entrambi, atti a limitare la velocità del rotore; rappresenta anche una sicurezza per evitare che venti particolarmente forti producano sollecitazioni dannose all'intera struttura. Per questo è fondamentale conoscere la natura del vento della nostra zona, la sua forza media e, di conseguenza, scegliere un generatore che risponda il più possibile alla forza di cui disponiamo. Oltre che consultare l'atlante eolico dell'Italia, è bene eseguire dei test volti a stabilire l'esatta posizione in cui installare il generatore, la sua altezza rispetto al suolo e quindi determinarne le caratteristiche.
Atlante Eolico Italia

venerdì 18 febbraio 2011

Quanti sistemi eolici esistono?

Si suole dividere i generatori eolici in quattro classi, secondo la potenza sviluppata. Parliamo di microeolico per i generatori che sviluppano una potenza nominale compresa tra 400 Watt e 1kW, un'energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno di una piccola utenza, magari in associazione ad altri sistemi. Si parla di minieolico per i generatori da 1 a 200 kW, adatti a soddisfare le esigenze domestiche o di una piccola azienda. Sono normalmente divisi in tre taglie: la S, da 1 a 6 kW, la M da 6 a 60 kW e la L, da 60 a 200 kW. Il grande eolico è quello che vediamo in alcune aree della nostra penisola e con cui si realizzano i parchi eolici, le cosiddette wind farm. I pali che li sostengono sono alti fino a 90 metri e ogni generatore sviluppa una potenza fino a 3.000 kW. Infine ci sono i sistemi off-shore, quelli destinati all'installazione in mare con torri di altezza fino a 70 metri e potenze che vanno oggi da 2,5MW a 4 MW (ma sono allo studio generatori più potenti che dovrebbero raggiungere i 5 MW). Parlando di mini e micro eolico è utile fare un ulteriore divisione tra quelli che utilizzano un rotore orizzontale e quelli a rotore verticale. Mentre i primi sono la riproduzione in piccolo di quelli più grandi e sembrano dunque dei grandi ventilatori, i secondi, a rotore verticale, non hanno le eliche ma hanno una forma e dimensioni del tutto diverse, atte comunque a sfruttare la forza del vento ma con un impatto visivo molto contenuto e un limitato rumoredurante il funzionamento. Su questa tipologia ci sono forse le proposte più interessanti per la piccola utenza e, a giudicare dalla varietà delle proposte, si prevede vi sia in questo comparto un notevole sviluppo nei prossimi anni.

lunedì 7 febbraio 2011

Impianto mini eolico

Si tratta di aerogeneratori di piccola taglia che si interfacciano con la rete elettrica o che alimentano utenze isolate. Particolarmente adatti a questi impianti le utenze residenziali in abitazione singola, purché site in aree con adeguata ventosità. Anche le aziende agricole e agrituristiche, nonché alcune tipologie di piccole e medie imprese, possono trarre vantaggio da queste applicazioni. In base all'orientamento dell'asse di rotazione delle pale rotoriche, gli aerogeneratori possono essere ad asse orizzontale (le più diffuse e le più simili agli impianti di grande taglia) o ad asse verticale. Le turbine ad asse orizzontale possono essere bipala, tripala (le più comuni) e multipala. Con l'aumentare del numero delle pale aumenta il rendimento dell'impianto, ma aumenta anche il prezzo. Le turbine ad asse verticale sono più care rispetto alle altre, ma funzionano indipendentemente dalla direzione del vento e presentano una migliore resistenza anche a venti elevati e molto turbolenti. Gli impianti eolici di potenza nominale media annua compresa tra 1 e 200 kW che siano entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007 possono usufruire di una tariffa fissa onnicomprensiva di 0,30 €/kW per 15 anni.