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mercoledì 19 marzo 2014

Di-Boss il sistema operativo intelligente che ottimizza l'efficienza energetica e rende più sicuri gli edifici

Il grattacielo di Park Avenue con Di-Boss
É un sistema operativo, ma non si limita a mettere in moto un computer: si può applicare a stazioni, aeroporti, centri commerciali, musei, palazzi. É un cervellone capace di ottimizzare i consumi energetici e rendere le strutture più sicure ed efficienti elaborando le informazioni che legge da una rete di sensori. Si chiama Di-Boss e non è un prototipo né un progetto sulla carta: è già presente in quattro grattacieli di New York di proprietà della società Rudin Management. Diventeranno 16 entro il 2015. A svilupparlo è stata Selex Es, azienda del gruppo Finmeccanica, insieme alla Columbia University, che ha contribuito con una serie di algoritmi derivati da medicina e finanza. Con vari obiettivi: tra gli altri, non sprecare corrente elettrica quando un piano di un ufficio si svuota o accelerare le operazioni di soccorso in caso di emergenza. Il sistema, infatti, porta in dote un'intelligenza artificiale: impara dalla routine delle persone, ne prevede i possibili comportamenti, dà suggerimenti in linea con le loro abitudini o, nelle situazioni estreme, fondamentali per la loro sopravvivenza. Presentato per la prima volta in Europa durante un convegno che si è svolto mercoledì 12 marzo a Roma. Di-Boss si inserisce nel promettente filone degli "smart building", gli edifici intelligenti: un mercato da 3 miliardi di euro l'anno che nel 2022 saliranno a quota 7. Oltre il doppio. Oggi sono Stati Uniti, Europa e Stati Asiatici del pacifico a trainare la domanda, in futuro sempre più richieste arriveranno da Medio Oriente e Sud America. Tutte aree in cui il software non ha difficoltà a inserirsi grazie al suo linguaggio universale e alla sua capacità di tradurre dati eterogenei in decisioni virtuose. Caratteristiche che lo possono rendere un portabandiera dell'impronta del nostro Paese anche nel terreno competitivo dell'Hi-Tech. Di-Boss è un'importante scoperta per tutti: più un sistema del genere si diffonde, più si avvicina il traguardo di una smart city efficiente e con un'anima green. Su riscaldamento e condizionamento agisce iniziando a climatizzare gli ambienti molto presto, quando l'energia ha tariffe più abbordabili. Non solo: si appoggia a rilevatori di dati meteo per sapere che tempo farà e dunque stimare quanto freddo o calore dovrà accumulare perché risulti ottimale durante la giornata. Per ciò che attiene l'illuminazione, invece, una rete di sensori aiuta Di-Boss a stabilire in tempo reale correlazioni tra il numero di persone presenti in un'ala e le luci che devono rimanere accese oppure possono essere spente. Un modo per evitare sprechi e, alla lunga, contribuire ad abbattere i costi complessivi della corrente. Di-Boss ottimizza anche i consumi elettrici nei periodi in cui si verificano picchi della domanda, per esempio in estate, quando in città tutti usano i condizionatori. Disattiva alcuni ascensori, riduce l'illuminazione in aree comuni, usa corrente accumulata in batterie. E l'operatore che fornisce l'energia lo premia con un bonus in bolletta. É stato implementato anche un sistema di monitoraggio degli accessi. Grazie ai tornelli, Di-Boss conta le persone che entrano ed escono. Così può conoscere i vari flussi nel corso delle ore, avvisare la sicurezza se a tarda sera qualcuno è ancora in un ufficio o, durante le emergenze, indicare ai soccorritori quanta gente bisognerà evacuare. Per quanto riguarda gli ascensori, li monitora e sa quante persone si fermano su ogni piano. Informazioni cruciali per spegnere i condizionatori in una zona deserta o abbassare il riscaldamento in un'area affollata, magari per un evento. E se c'è qualche blackout, li riporta tutti al piano, così nessuno rimane bloccato. Di-Boss gestisce anche il sistema idrico e quello antincendio. Gestisce tonnellate d'acqua. La riscalda con l'impianto solare termico, se disponibile sull'edificio, oppure a costi bassi nelle ore in cui l'energia è più conveniente. Inoltre l'apertura e chiusura dei rubinetti contribuisce a fargli capire qual'è il tasso di affollamento di un'area o un piano. Sul piano della sicurezza, Di-Boss dà la precedenza assoluta a possibili scenari critici ed elabora in fretta le necessarie contromisure. É in grado di rilevare picchi anomali di temperatura in un ambiente, cortocircuiti o presenza di fumo e fare confluire grandi quantitativi d'acqua dove può servire per spegnere il fuoco. In fine, ma non per ultimo, oltre a tenere sotto controllo violazioni classiche, su tutti gli ingressi non autorizzati in orari anomali, protegge le strutture in cui è installato da possibili attacchi informatici. Come un antivirus, ma applicato a un edificio. Uno scudo cruciale nell'era imminente dell'internet delle cose.

mercoledì 28 novembre 2012

La tecnologia PCM

Quella del PCM (Phase Change Material) è una tecnologia quasi inedita nel nostro Paese, ma già utilizzata in alcuni casi di successo in Germania, Svizzera e Austria. Applicata ai vetri delle finestre è una soluzione in grado di migliorare e potenziare l'apporto solare passivo, immagazzinando nella finestra parte dell'energia ricevuta, che viene rilasciata lentamente nell'ambiente interno grazie a un vero e proprio effetto spugna. Come funziona? Il sistema solare passivo è costituito da una componente trasparente a triplo vetro con interposto, nel primo strato, un pannello riflettore prismatico che funge da selettore naturale dell'irraggiamento in base all'angolo di incidenza, ottimizzandolo a seconda delle stagioni. Nello strato più interno avviene l'accumulo energetico, grazie al lavoro dei sali idrati posti in contenitori di polixarbonato, che garantisce una capacità termica pari a quella di un muro dello spessore di 20 cm. I cristalli, infatti, si sciolgono quando vengono colpiti dal Sole, per poi ricristallizzarsi lentamente nelle ore non irraggiate, cedendo in tal modo calore. Il sistema consente in tal modo di utilizzare la capacità termica del calore latente per distribuire l'apporto energetico diurno alla notte e ai giorni successivi. Attraverso il componente di spessore pari a 8 cm passa, a seconda delle stagioni (per effetto del selettore prismatico) fino al 40% dell'energia in inverno e solo il 22% in estate. I materiali che contengono i Pcm possono essere diversi: cartongesso, legno, intonaco, plexiglas, e possono essere applicati anche in soluzioni impiantistiche, quali riscaldamento, raffrescamento, collettori solari e scambiatori di calore. Sono materiali termoregolanti che ottimizzano le fluttuazioni giornaliere della temperatura attraverso la riduzione dei picchi di calore interni, consentendo un effettivo risparmio energetico e di climatizzazione dell’ambiente. Le caratteristiche e i requisiti dei Pcm sono costituiti da una temperatura di fusione a 25°, elevato calore di transizione di fase (liquidazione/solidificazione), non tossicità, corrosività e igroscopicità; il composto organico può essere la paraffina, o semplicemente la cera, sottoprodotti della raffinazione del petrolio o Sali idrati (composti inorganici).

martedì 20 novembre 2012

Le detrazioni fiscali del 55% sono state prorogate fino al 30 giugno 2013

Mentre l'UE ha definitivamente approvato la nuova direttiva sull'efficienza energetica che chiede agli stati membri di risparmiare energia fissando obiettivi nazionali e prevedendo un piano d'azione per l'efficienza energetica da presentare ogni tre anni (nel 2014, nel 2017 e nel 2020), il Decreto Sviluppo - per lo meno per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione energetica di un immobile e le ritrutturazioni edilizie - è stato meno severo di quanto si potesse pensare inizialmente. Infatti, non soltanto le detrazioni resteranno in vigore fino al 30 giugno 2013, ma quello che non cambia rispetto al passato è l'aliquota. Pertanto, se pensavate di avere a disposizione non più di un altro mese per usufruire del bonus energetico (la scadenza del 55% era infatti prevista per il 31 dicembre 2012), tranquillizzatevi. Avete a disposizione ancora un semestre per prendere tutte le decisioni del caso.

Ma andiamo con ordine, perché la questione in realtà è stata un vero e proprio colpo di scena, che ha preso forma in un turbinio di fughe di notizie e di smentite, che da un certo punto di vista hanno solo contribuito a creare confusione. In questo caos, la notizia più accreditata girata nei mesi scorsi era che il 55% avrebbe dovuto cessare alla fine di dicembre 2012, per lasciare il posto a una detrazione meno consistente pari al 50%. Questa notizia, è bene precisarlo, non era frutto dell'immaginazione di nessuno, ma era esattamente quello che era stato riportato fino all'ultimo momento precedente l'approvazione dal cosiddetto decreto crescita. Poi il colpo di scena. A proposito di decreto crescita, ricordiamo che il Decreto Legge 22 giugno 2012 numero 83 è intervenuto sia sulle detrazioni per il risparmio energetico (ossia il 55%), sia su quelle per le ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto 36%). Per quest'ultimo va detto che il Governo è stato particolarmente generoso: la novità che è bene tenere a mente, infatti, è che dall'entrata in vigore del decreto, e cioè dal 26 giugno scorso, la percentuale del 36% per le ristrutturazioni è stata aumentata al 50%. Non solo. L'importo massimo detraibile per ogni unità abitativa è salito da 48.000 a 96.000 euro. Il tutto fino al 30 giugno 2013. A proposito di ristrutturazioni, ricordiamo che l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida sulle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, aggiornata ad agosto 2012. Gli aggiornamenti si sono chiaramente resi necessari a seguito dell'innalzamento della percentuale detraibile; a tal proposito ricordiamo anche che le nuove percentuali e i nuovi limiti di spesa sono validi per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 (data di entrata in vigore del decreto) al 30 giugno 2013.

Tornando al risparmio energetico e chiarita l'entità dell'aliquota, è bene sapere che le disposizioni del decreto sviluppo si applicano anche alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Per il resto, rispetto al passato non cambia nulla: la detrazione spettante è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Inoltre, dice il decreto, "si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, numero 244, e successive modificazioni, e all'articolo 29, comma 6, del decreto legge 29 novembre 2008, numero 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, numero 2". Il che significa, tradotto in parole povere, che dal punto di vista burocratico non vi sono novità rispetto al passato. Pertanto, restano valide le modalità di trasmissione della documentazione ad ENEA e restano validi i documenti che sono sempre stati prodotti per situazioni di questo tipo. 

venerdì 27 luglio 2012

Chi è e cosa fa un consulente energetico nel mondo delle energie rinnovabili?

Il consulente energetico è una figura professionale che si colloca nel mercato delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Promuove la vendita di impianti eco-tecnologici mettendo in contatto l'azienda venditrice con il cliente finale. Il consulente energetico deve conoscere esattamente le caratteristiche degli impianti e le opportunità offerte dagli incentivi statali. Deve saper analizzare attentamente le esigenze del cliente al fine di offrirgli la soluzione tecnologica che più si confà alle proprie esigenze. Il consulente energetico fa prevalentemente parte della struttura commerciale di aziende che vendono impianti fotovoltaici e solari termici chiavi in mano. E' vero che telegiornali, giornali, fanno un gran parlare di fotovoltaico, solare termico, biomasse; è vero che nei terreni agricoli, sui tetti delle aziende e sui tetti delle case c'è un grande proliferare di questa tipologia di impianti; è vero anche che gli operatori sanno, ormai progettare ed installare questi impianti, ma è anche vero che senza una figura professionale che li sappia vendere il processo non avrebbe inizio. Anche se le maggiori opportunità di lavoro per il consulente energetico si trovano nel fotovoltaico e nel solare termico, egli possiede tutte le conoscenze per collaborare con aziende che vendono anche altre tipologie di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (impianti eolici, geotermici, eccetera).  Il consulente energetico ha anche il compito di sensibilizzare gli utenti verso il risparmio energetico: infatti, apportare delle modifiche al proprio impianto di riscaldamento, alla copertura della propria abitazione o diminuire le perdite e le dispersioni della struttura sostituendo serramenti, non serve a niente se durante tutta la giornata si sprecano risorse energetiche. Quella del consulente energetico è una professione abbastanza nuova, un'attività indipendente che non prevede limiti territoriali né di contatti e, ovviamente, in base alle proprie capacità, anche di guadagno. Per diventare consulente energetico ci si può rivolgere a scuole di formazione professionale che organizzano corsi specifici oppure, ci si può rivolgere anche ad aziende operanti nel campo delle energie rinnovabili che, a basso costo, o addirittura gratis, preparano adeguatamente i propri agenti di vendita a diventare consulenti energetici.

martedì 10 luglio 2012

Come installare un pavimento radiante

Con un pavimento radiante il risparmio energetico medio è superiore del 20% rispetto ad un impianto tradizionale con radiatori alla stessa temperatura, perché l'acqua circola a bassa temperatura e il calore viene rilasciato anche dopo lo spegnimento dell'impianto. Le fasi che conducono alla nascita di un impianto a bassa temperatura sono piuttosto schematiche. Il primo step prevede la stesura di un foglio antiumidità in plastica direttamente sul sottofondo cementizio e di un nastro perimetrale che proteggerà il pavimento dagli sbalzi di temperatura e dalle dilatazioni del massetto sovrastante i tubi. Le dispersioni termiche saranno, inoltre, limitate da un pannello isolante, anch'esso plastico, che resiste al calore e al vapore. La fase successiva riguarda la tubazione, che sarà collocata a chiocciola -  con i tubi di mandata paralleli a quelli di ritorno - o a serpentina, quando gli stessi sono posati a zig zag. Nei contesti residenziali prevale quasi sempre la prima soluzione. Per un lavoro a regola d'arte è possibile sistemare una rete elettrosaldata che fissi le tubazioni al massetto in sabbia e cemento. Quest'ultimo, spesso circa 4,5 centimetri, va posato subito dopo il primo collaudo dell'impianto, per evitare danni alle tubazioni. Una volta asciutto, l'impianto sarà messo in funzione alzando gradualmente la temperatura per virificare la corretta realizzazione del massetto secondo la prassi del test di prima dilatazione. Infine, l'installatore procederà alla posa del pavimento vero e proprio.

martedì 13 marzo 2012

Agevolazioni per gli interventi volti a favorire il risparmio energetico: dal 2013 cambia tutto

Con il Decreto Salva Italia, le detrazioni del 55% hanno finalmente trovato pace: saranno prorogate per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2012. Ma attenzione, perché la proroga durerà solo un anno. A partire dal 2013, infatti, gli interventi di risparmio energetico attualmente beneficiari del 55% confluiranno nel cosiddetto 36% e cioè nella detrazione prevista per le spese di ristrutturazione delle abitazioni. Infatti il suddetto decreto, prevede la detraibilità del 36% anche per interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento del risparmio energetico, con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia. Pertanto, quanto previsto dalla lettera "h", diversamente dalle altre tipologie di interventi che beneficeranno del nuovo 36% fin dal primo gennaio 2012, si applica alle spese effettuate a decorrere dal primo gennaio 2013. Già, perché ci sarà un nuovo 36%: le detrazioni del 36%, infatti, dal primo gennaio scorso sono state rese stabili, senza scadenza temporale e sono state inserite nel Dpr 917/86, e cioè nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

domenica 11 marzo 2012

A cosa serve l'attestato di certificazione energetica?

A cosa serve l'attestato di certificazione energetica? L'attestato di certificazione energetica (ACE), con l'attribuzione di specifiche classi prestazionali, è lo strumento di orientamento del mercato verso gli edifici a migliore rendimento energetico, che permette ai cittadini di valutare la prestazione energetica dell'edificio di interesse e di confrontarla con i valori tecnicamente raggiungibili, in un bilancio costi/benefici.

Per ottenere l'attestato di certificazione energetica occorre:

  • la planimetria dell'abitazione;
  • l'anno di costruzione dell'immobile;
  • la provincia e la città di locazione dell'edificio, per appurare la zona geotermica e le medie stagionali inerenti la temperatura;
  • i dati e le carte catastali dell'immobile;
  • il libretto della caldaia o dell'impianto centralizzato;
  • il documento della legge 10/91 (se disponibile);
  • le caratteristiche di isolamento dell'immobile.
L'ACE è obbligatoria se:

  • un edificio è di nuova costruzione;
  • si vuol fare un intervento di ristrutturazione che includa un ampliamento volumetrico;
  • si vuol fare un intervento che coinvolge più del 25% della superficie disperdente dell'edificio;
  • si vuol recuperare a fini abitativi un sottotetto esistente;
  • si vuol accedere agli incentivi, per esempio alla detrazione fiscale del 55%;
  • si vuol vendere o acquistare un edificio o un'unità immobiliare;
  • si vuol stipulare un contratto di affitto riferito ad una o più unità immobiliari;
  • si vuol intervenire sull'impianto termico compresa l'installazione di uno nuovo o la sostituzione del generatore di calore;
  • sono in atto provvedimenti giudiziari che comportano il trasferamento dell'immobile;
  • vengono stipulati nuovi contratti di servizio energia o gestione degli impianti termici o climatizzazione nel caso di edifici pubblici.
Quanto costa l'ACE?

Per l'attestato di certificazione energetica non esiste una parcella standard del professionista. Tuttavia, per dare un'idea dei costi, possiamo dire che, prendendo come esempio un immobile di circa 100 mq, il costo della certificazione energetica può variare dai 300 euro ai 700 euro. Molto, però, dipende anche dalla documentazione che il proprietario dell'edificio fa trovare al certificatore energetico. Di norma è più costosa la certificazione di un immobile esistente, in quanto i controlli sono più difficili rispetto ad una certificazione energetica fatta su un edificio nuovo.

Cosa certifica l'ACE?

Per il calcolo della certificazione energetica il tecnico deve valutare una serie di aspetti, a partire dalla zona climatica. Quindi dovrà valutare la posizione e l'orientamento dell'edificio, le sue caratteristiche termiche, l'impianto di condizionamento e di ventilazione, di riscaldamento e di produzione dell'acqua sanitaria, nonché la presenza di sistemi ad energia rinnovabile e pulita (fotovoltaico, eccetera). Infatti, secondo le linee guida per la certificazione energetica, la prestazione energetica complessiva di un immobile si può esprimere con l'indice di prestazione energetica globale EPgl, che altro non è che la sommatoria di altri indici e cioè di EPi, ossia l'indice che rappresenta la prestazione energetica per la climatizzazione invernale, di EPacs, e cioè l'indice di prestazione energetica per la produzione di acqua calda sanitaria, di EPe, ossia l'indice di prestazione energetica per la climatizzazione estiva e di EPill, ossia l'indice di prestazione energetica per l'illuminazione artificiale. Si tenga conto che, come dicono le linee guida, nel caso di edifici residenziali tutti gli indici sono espressi in kWh/mq all'anno, mentre nel caso di altri edifici (residenze collettive, terziario, industria) tutti gli indici sono espressi in kWh/m3 all'anno. Espletate queste valutazioni (eventualmente supportate da strumentazione idonea e da software dedicati), il tecnico sarà in grado di assegnare l'indice di prestazione energetica e dunque la classe energetica di merito.

Quanto tempo vale l'ACE?

L'ACE non dura per sempre, ma ha una validità massima di 10 anni, e tale validità decade nel momento in cui vengano apportate modifiche all'immobile.

lunedì 26 settembre 2011

Interazione tra impianto fotovoltaico e tariffa bioraria

Per capire quali interazioni intercorrono tra impianto fotovoltaico e tariffa bioraria, è necessario fare una serie di considerazioni. La prima, è che l'impianto fotovoltaico produce energia solo durante il giorno, mentre i consumi dell'utente possono naturalmente variare durante l'arco della giornata, a seconda delle abitudini. La considerazione che ne consegue, quindi, è che stando al meccanismo dei prezzi biorari, la produzione dell'impianto fotovoltaico si concentra maggiormente nella fascia in cui il kilowattora è più costoso (cioè nella fascia F1, dalle 8 alle 19 dei giorni feriali).

A questo punto, per avere una visione ancor più chiara, conviene richiamare anche il meccanismo dello scambio sul posto che, come ormai è noto, fino al 2008 era basato su un bilancio energetico, mentre a oggi si basa su di un bilancio economico. Stanto così le cose, quindi, se i consumi avvengono prevalentemente nella fascia F23 (ore vuote), l'energia prodotta e immessa dall'impianto fotovoltaico ha un valore più alto rispetto al valore dell'energia prelevata, il che potrebbe incidere notevolmente sul dimensionamento dell'impianto. In altri termini, cercando di semplificare il concetto: finché lo scambio sul posto era basato sul bilancio energetico, aveva senso dimensionare l'impianto in base ai consumi (intesi in termini quantitativi). Con il meccanismo attuale, e cioè con lo scambio sul posto basato sul bilancio economico, per dimensionare l'impianto fotovoltaico sulla base esclusivamente dei propri consumi, occorrerebbe tenere conto del rapporto che esiste tra il valore dell'energia immessa (valore diurno) e il valore dell'energia prelevata (valore notturno). Il che significa che, per i consumi più virtuosi, cioè per coloro che consumano prevalemntemente quando l'energia costa meno, la tendenza potrebbe essere quella di dimensionare gli impianti al ribasso. In pratica, con l'entrata a regime dei prezzi biorari ci sono dei risvolti positivi anche per chi desidera installare un impianto fotovoltaico usufruendo dello scambio sul posto: lo scambio avviene nella fascia più vantaggiosa per chi scambia, cioè per chi produce dal fotovoltaico e non consuma tutto.

Come si è visto, infatti, se si consuma energia nelle fasce più convenienti, occorrerà un impianto di taglia inferiore, e dunque meno costoso in termini di investimento. E per chi avesse i consumi concentrati prevalemntemente nelle ore piene? Anche in questo caso si intravede un vantaggio, passare al fotovoltaico, infatti, permetterebbe di produrre energia che, se prelevata dalla rete, in quel momento costerebbe di più.

domenica 18 settembre 2011

L'hotel Copenhagen Towers punta sulle energie rinnovabili

Già alla ribalta delle cronache "verdi" per l'aver installato delle cyclette elettriche con le quali i suoi ospiti potevano regalare un po' di watt ricevendo in cambio una cena omaggio, l'Hotel Copenhagen Towers è in realtà un luogo in cui il turismo è sostenibile dal tetto alla portineria. Nel senso che le facciate delle sue torri gemelle sono rivestite di pannelli solari in film sottile che generano circa 170.000 kilowatt all'anno, l'equivalente di quanto consumano 55 famiglie danesi. E che gli accorgimenti non si limitano alla parte fotovoltaica. Aria calda e fresca provengono da una pompa che sfrutta l'acqua del sottosuolo, le luci sono tutte a risparmio energetico e le lavastoviglie centellinano fino all'ultimo kilowatt di corrente. Tutto questo ha fatto si che la struttura ottenesse la certificazione di prima struttura danese a zero emissioni di carbonio. Senza contare l'allegro quadretto delle due Citroen C1 elettriche acquistate qualche anno fa: le usano in prevalenza i componenti dello staff commerciale dell'hotel.

sabato 17 settembre 2011

Etichetta energetica obbligatoria per auto e camion

L'Environmental Protection Agency, cioè l'Agenzia americana per la protezione dell'ambiente, insieme al Dipartimento statunitense dei trasporti, hanno stabilito che tutte le auto ed i camion che verranno venduti negli USA dovranno esibire un'etichetta energetica (obbligatoria dal 2013) che indichi il tipo di alimentazione, i consumi e le emissioni di gas serra ma anche il risparmio economico medio, rispetto ad altri veicoli, calcolato su un arco temporale di cinque anni. In particolare, per quanto riguarda le emissioni, le etichette indicheranno un indice di eco sostenibilità, valutato su una scala che va da un minimo di 1 ad un massimo di 10.

mercoledì 20 luglio 2011

Idee per il risparmio energetico: energie rinnovabili + isolamento termico

Tra le idee più semplici e, al contempo, redditizie, per ottenere un significativo risparmio in termini energetici segnaliamo l'uso combinato dei collettori solari per la produzione di acqua calda e dei pannelli fotovoltaici per generare elettricità, insieme ad accorgimenti che riducono il surriscaldamento estivo e la dispersione del calore d'inverno. Qualcosa del genere è stato realizzato in un quartiere urbano in provincia di Padova a bassa densità edilizia, le residenze Lo-Ga hanno un impianto edilizio formato da due corpi gemelli uniti nella parte centrale dal vano scale. A livello progettuale si sono voluti perseguire bassi consumi energetici, mediante l'utilizzo di strutture opache disperdenti calore a elevato grado di coibentazione e con l'impiego di energia rinnovabile. Il fulcro compositivo di questo edificio sono le grandi falde della copertura, delle quali una è orientata a Nord e rivestita in lamiera di zinco titanio, mentre l'altra rivolta a Sud è inclinata a 45°, coperta con una serie di pannelli solari e fotovoltaici nel settore superiore e completamente vetrata in quello inferiore. Durante il periodo di soleggiamento intenso la superficie vetrata può essere completamente schermata con tende ombreggianti automatizzate, che scorrono lungo apposite guide laterali. Il surriscaldamento estivo è limitato anche dalle pareti ventilate in pannelli di fibre e resine, previste nei prospetti est e ovest, che migliorano l'efficacia dello strato isolante con una limitata possibilità di formazione di condensa interstiziale. Anche le soluzioni impiantistiche adottate si inseriscono nell'ottica di assicurare un certo grado di eco-sostenibilità alledificio. Sono stati impiegati una decina di collettori solari con una potenza di picco complessiva di 1,8 kW e per il solare termico collettori piani che sviluppano 25 metri quadrati di superficie captante. Per quanto riguarda il riscaldamento e la fornitura di acqua calda sanitaria è stato adottato un sistema radiante a pavimento a bassa temperatura, comandato da una caldaia a condensazione funzionante a metano con un bruciatore premiscelato, che consente la modulazione dell'energia erogata in base al carico termico richiesto. E' stata inoltre prevista la contabilizzazione dell'energia termica di riscaldamento e del consumo di acqua calda a uso igienico, per un migliore controllo delle prestazioni dell'impianto. Il recupero dell'energia solare, da convertire in produzione di acqua calda e a integrazione del riscaldamento, si compie per mezzo di otto collettori solari di tipo piano e due bollitori di accumulo da 800 litri cadauno, con circolatore e sistema elettronico di controllo appositamente tarato per immagazzinare il massimo del calore durante il periodo di insolazione. Con la scelta di queste soluzioni tecnologiche è stato raggiunto un rapporto ottimale tra edificio e impianto, che consente un notevole contenimento dei consumi di combustione fossile e la conseguente riduzione di emissioni di CO2 nell'atmosfera.

lunedì 2 maggio 2011

Cos'è una casa passiva?

Una casa passiva è un'abitazione a ridotto consumo energetico, convenzionalmente inferiore a 15 kWh al metro quadro/anno, sia per il riscaldamento sia per il raffrescamento, realizzata secondo particolari tecniche costruttive che consentono di sfruttare al massimo il calore derivato dall'irraggiamento solare, aggiunto a quello generato internamente all'edificio (dagli elettrodomestici e dagli stessi occupanti). L'eventuale energia integrativa necessaria a pareggiare il bilancio termico è fornita da sistemi non convenzionali, quali, ad esempio, i sistemi solari, le pompe di calore o le caldaie a pellet. Nate in Svezia, le case passive (Passivhouse, secondo il termine originale) si sono diffuse soprattutto nei paesi del nord Europa. In Austria, a partire dal 2015 lo standard previsto dalla casa passiva sarà obbligatorio per tutti gli edifici.

martedì 15 marzo 2011

Detrazione del 55% per i lavori che apportano migliorie dal punto di vista del risparmio energetico

Introdotta con la Finanziaria del 2007, la normativa sulla detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici è riuscita, anche nei più profondi momenti di crisi, a tenere a galla inetri settori produttivi. Nello specifico, le agevolazioni consistono in una riduzione delle tasse (Irpef) pari al 55% della spesa complessivamente sostenuta per opere che consentono un risparmio energetico, incluse le spese per l'IVA (che, a seconda degli interventi, varia tra il 10% e il 20%) e per l'assistenza tecnica per la predisposizione della documentazione necessaria per usufruire della detrazione, la cui durata cambia: le spese saranno detraibili in dieci anni e non più in cinque, mentre restano invariati i tetti di spesa, le percentuali di detrazione, gli interventi ammessi e i soggetti che possono richiedere l'incentivo e che sono, nella fattispecie, le persone fisiche, le società di persone, le società di capitali, le associazioni di professionisti e gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. Questa novità, sebbene sia tutto sommato meno dolorosa di quanto si era preventivato, annovera qualche variazione rispetto al passato. Si tratta più che altro di cambiamenti in ordine all'efficienza dell'investimento, poiché la durata più lunga del periodo di detrazione influisce chiaramente sulla durata del tempo di ammortamento degli interventi. In altri termini, un maggior numero di anni, potrà far subire qualche incremento ai tempi di rientro dell'investimento. Detto questo, conviene ora capire come e quando procedere per detrarre le spese, soprattutto per quelle che sono state sostenute negli ultimi mesi. A tal fine, l'ENEA, chesvolge un ruolo di raccolta e monitoraggio della documentazione tecnica relativa alle richieste presentate, ha chiarito che per quanto riguarda le spese sostenute nel 2011, queste saranno detraibili in dieci anni, a partire dalla denuncia dei redditi dell'estate 2012. Mentre per quanto riguarda le spese sostenute entro il 2010, queste saranno detraibili ancora in cinque anni, partendo dalla denuncia dei redditi della prossima estate. Per ciò che attiene le modalità di trasmissione della documentazione, resta confermato che i documenti relativi agli interventi eseguiti devono essere trasmessi all'ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori; la compilazione e l'invio devono essere effettuati, come oramai di consuetudine, esclusivamente tramite la procedura guidata nell'apposita sezione del sito di ENEA. Si ricorda a tal fine che tutti gli allegati sono scaricabili nella sezione "Decreti e Normativa" dello stesso sito e che non deve essere inviata alcuna documentazione aggiuntiva: non spedite quindi l'asseverazione, le relazioni tecniche, le fatture, le copie dei bonifici, eccetera.

L'incentivo legato alla detrazione del 55% vale per:

  • l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, fino ad un massimo di 60.000 euro;
  • la sostituzione di impianti per la climatizzazione invernale, fino ad un massimo di 30.000 euro;
  • la riqualificazione degli edifici esistenti, fino ad un massimo di 100.000 euro;
  • gli interventi sull'involucro degli edifici fino ad un massimo di 60.000 euro.

venerdì 11 febbraio 2011

La certificazione energetica è necessaria per vendere la propria casa

La certificazione energetica è quel documento che assegna all'edificio, o alla singola unità immobiliare, la classe energetica, ossia che esprime il fabbisogno energetico di una determinata abitazione. Le classi energetiche vanno da A a G: gli edifici in classe A sono quelli con il fabbisogno inferiore di energia (minore o uguale a 30 kWh/mq all'anno), mentre agli edifici ricadenti in classe G occorre una quantità di energia superiore a 160 kWh/mq all'anno. La certificazione viene effettuata da un tecnico specializzato, il certificatore energetico, che prende atto delle prestazioni energetiche, ovvero dei consumi, e li mette nero su bianco. Sulla certificazione energetica sono anche indicati tutti quegli interventi raccomandati per migliorare le prestazioni energetiche dell'unità immobiliare oggetto della valutazione. La certificazione energetica è necessaria qualora si voglia vendere la propria abitazione: dal primo luglio 2009, infatti, la certificazione energetica è indispensabile per tutti gli atti di compravendita e deve essere presentata al momento del rogito. Inoltre serve per accedere alle detrazioni del 55% sul reddito IRPEF.

venerdì 21 gennaio 2011

Conto Energia 2011: incrementi del 10% per chi installa pannelli solari al posto dell'eternit

Per gli impianti integrati in edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi destinazione, che siano industriali, commerciali o agricole, se si decide di sostituire le coperture di eternit con degli impianti fotovoltaici, la tariffa base del GSE viene incrementata. A stabilirlo è l'articolo 10, lettera c, del Conto Energia 2011 che recita: la tariffa è incrementata, con arrotondamento commerciale alla terza cifra decimale, del 10% per gli impianti installati in sostituzionedi coperture in eternit o comunque contenenti amianto. Questo provvedimento è valido dal primo gennaio 2011 al 31 dicembre 2013, ossia per tutta la durata del Conto Energia recentemente approvato.

La notizia, che potrebbe apparire scontata, in realtà tanto scontata non lo è. Sebbene infatti questo bonus fosse già inserito nel nuovo Conto Energia (cioè quello in vigore fino al 31 dicembre 2010), in un primo momento, quando iniziarono a circolare le prime bozze e le prime indiscrezioni circa le novità per il 2011, sembrava proprio che questo incremento fosse stato depennato. Ma fortunatamente così non è e quindi si potrà procedere con l'opera di bonifica dell'amianto, indubbiamente accelerata proprio dal Conto Energia.

E' facilmente intuibile che i benefici generati da questi interventi di bonifica siano più d'uno. Oltre naturalmente a eliminare un potenziale pericolo per la salute umana, vi sono, infatti, numerosi vantaggi economici: per prima cosa gli impianti fotovoltaici che si utilizzano per sostituire le coperture in eternit sono integrati e dunque si può usufruire della tariffa massima messa a disposizione del GSE, inoltre bisogna considerare l'incremento della tariffa stessa di cui si diceva pocanzi, ma anche la detrazione del 55% sul costo del tetto (in quanto intervento a favore del risparmio energetico). E' poi vi sono dei benefici economici indiretti da non sottovalutare, in primis l'incremento del prezzo di mercato dell'immobile.

Dunque procedere con questo tipo di intervento sembra essere proprio cosa buona e giusta sotto tanti punti di vista. Oltretutto, anche l'iter non è particolarmente gravoso poiché sul mercato ci sono parecchie aziende specializzate che propongono la rottamazione del tetto in amianto in cambio di una copertura fotovoltaica. Molti lavorano con la formula cosiddetta chavi in mano, il che significa che si occupano loro stessi anche degli aspetti burocratici.

Ma perché eliminare e smaltire l'amianto? Nonostante sia un materiale ottimo soprattutto per la sua capacità di resistere alle alte temperature, con la Legge 257 del 1992 lo Stato italiano ha messo al bando l'amianto per via della sua estrema pericolosità: le polveri prodotte dall'amianto sono, infatti, le responsabili dell'asbestosi, malattia che colpisce i polmoni e che spesso degenera in forme tumorali. La 257 pertanto non solo ne vieta il commercio e la produzione, ma indica anche le buone regole per smaltirlo. Qualora le coperture in eternit, siano sfaldate o crepate, è necessario eliminarle. Ma attenzione. La bonifica deve essere gestita dall'Asl o dall'Arpa ed eseguita da aziende specializzate, che valuteranno e gestiranno l'intervento che si adatta di più al caso in questione: la scoibentazione, il confinamento, l'incapsulamento, la rimozione e dunque lo smaltimento. Naturalmente il provvedimento legislativo non riguarda solo l'Italia; a livello comunitario vige la direttiva 2003/18/CE concernente norme per la protezione di lavori connessi ad esposizione di amianto. A questa direttiva devono adeguarsi tutti gli Stati membri dell'Unione Europea.